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Prima serie  1978-1982

Il progetto 138, destinato allo sviluppo di un'erede per la 128, venne avviato nel 1972. L'obiettivo era quello di dare alla media Fiat, la cui linea, troppo tradizionale rispetto alle nuove tendenze (Volkswagen Golf, Renault 14) ne penalizzava le vendite sui mercati esteri, un nuovo look. Per la prima volta nella progettazione di una vettura Fiat, il marketing ebbe un'importanza determinante nella definizione dell'estetica della vettura, "imponendo" la realizzazione di un'autovettura a 2 volumi con portellone posteriore, abitabilità per 5 persone, interni funzionali e "spiccata riconoscibilità rispetto alla concorrenza". Il centro stile Fiat, guidato da Gianpaolo Boano realizzò una berlina di dimensioni contenute (meno di 4 metri di lunghezza), con avvolgenti paraurti in plastica (incorporanti anche le luci) e caratterizzata da un forte contrasto fra elementi circolari (fari, maniglie porta) e linee tese (fiancata e coda). Per contenere i costi di produzione, venne elaborato un particolare processo produttivo per la realizzazione dei costosi paraurti sintetici. Anche gli interni, con plancia e pannelli porta, completamente in plastica, stampati in pezzo unico erano improntati alla massima funzionalità ed abitabilità. Un altro tocco di "modernità" al modello era dato dall'assemblaggio automatizzato (attraverso l'uso di robot) di buona parte dell'autovettura. La meccanica invece era (incluso il pianale, allungato nel passo) la stessa della 128: trazione anteriore, sospensioni a ruote indipendenti McPherson davanti e dietro e impianto frenante di tipo misto. Il cambio manuale poteva essere a 4 o 5 marce.

La Ritmo, questo il nome scelto per il nuovo modello (ma sui mercati anglofoni, per evitare imbarazzanti confusioni col ciclo mestruale femminile, venne chiamata Strada), debuttò al Salone dell'Automobile di Torino del 1978. Le CL, meglio rifinite, avevano anche il cambio a 5 marce (optional sulle L). La vettura, pur bene accolta sia in Italia che in Germania, venne criticata per la scarsa qualità delle plastiche utilizzate e per i pannelli porta completamente privi del minimo inserto in tessuto. La Casa corse ai ripari nel settembre del 1979 con l'introduzione della versione speciale Targa Oro, caratterizzata dalla verniciatura in color visone metallizzato con filetto dorato lungo tutta la fiancata, dai paraurti di colore scuro, dai cerchi specifici (con parti color oro) e dalle finiture interne curate (sedili e pannelli porta in velluto pregiato). Le Targa Oro, disponibili sia con carrozzeria a 3 che a 5 porte, erano basate sulle 65 per il mercato interno e sulle 75 per i mercati esteri. Sempre nel '79 la gamma venne arricchita della versione 65 5p CL Automatica, equipaggiata con un cambio automatico di derivazione Volkswagen. Le ambizioni della Ritmo furono chiare quando Gianni Agnelli la presentò, col nome di Strada e le modifiche del caso (paraurti ad assorbimento, motore 1500 a iniezione dotato di dispositivi antinquinamento e cambio automatico di serie), ai venditori americani. L'operazione, conclusasi 3 anni dopo, non molta ebbe fortuna.

Nel 1980 venne introdotta anche la Ritmo D (solo 5 porte), equipaggiata con un 4 cilindri diesel di 1714cc da 60cv. La D era disponibile negli allestimenti L e CL. Nel 1981 le versioni 65 (CL e Targa Oro) e 75 vennero sostituite dalle Super 75 e Super 85, con, rispettivamente, motore di 1301cc da 75cv e 1489cc da 85cv e allestimento ricco (paraurti neri con fendinebbia, finiture curate). Le Super erano disponibili solo con carrozzeria a 5 porte. Lo stesso anno debuttarono anche la Ritmo 105 TC e la Ritmo Cabrio. La prima, solo con carrozzeria 3 porte, aveva un look sportivo giustificato dai 105cv erogati dal motore bialbero di 1585cc che la spingeva. La Ritmo Cabrio, realizzata da Bertone, aveva la meccanica della 85. L'ultima novità della Ritmo prima serie fu la 125 TC Abarth del 1982. Mossa da un bialbero di 1995cc da 125cv, la versione curata dalla Abarth aveva una carrozzeria (solo 3 porte) molto sportiva (parafanghi allargati, codolini laterali, cerchi in lega, strip adesiva laterale, alettone posteriore in gomma alla base del lunotto, sedili e volante racing).


Serie I 1978-1982



Seconda serie   1982-1988

Nel 1982 un restyling portò alla presentazione della Ritmo seconda serie. Benché, a livello di lamierati fosse cambiato solamente il cofano motore, la personalità della vettura apparve sensibilmente modificata. Meno originale, ma più elegante, il nuovo frontale con 4 fari circolari, mascherina nera e nuovo logo Fiat a 5 barre verticali inclinate, mentre in coda cambiarono i gruppi ottici, più grandi e non più inglobati nel paraurti. Di nuovo disegno anche gli scudi paracolpi. Completamente riprogettati, invece, gli interni (sedili, pannelli porta e plancia erano completamente nuovi). Poche invece le novità tecniche limitate, in pratica, all'adozione del cambio 5 marce su tutta la gamma "manuale" e alla riduzione della potenza del motore 1300 da 75 a 69cv. Gli allestimenti vennero ridotti a 3 (base, S e TC), mentre la gamma delle Cabrio (aggiornate come le berline) venne ampliata con l'introduzione del motore 1300 accanto al 1500. La gamma della Ritmo 2 venne completata nel 1983 con l'introduzione delle versioni Energy Saving e Abarth 130 TC. La prima, mossa dal 1116cc da 60cv con dispositivo "Cut Off", grazie anche ad un abbassamento di 4 punti (da 0.42 a 0.38) del coefficiente di penetrazione aerodinamica (ottenuto attraverso l'adozione di un piccolo spoiler posteriore alla fine del tetto, dalle cornici anti turbolenza ai finestrini e ai copri ruota lisci), consentiva economie di carburante, la seconda (solo 3 porte) era invece la riedizione della versione sportiva con motore bialbero 2 litri da 130cv.

Nel 1985 un leggero restyling (mascherina anteriore, paraurti, spostamento della targa posteriore sullo scudo), accompagnò un aggiornamento della gamma. La 105 TC venne rimpiazzata dalla 100 S a 5 porte, mentre le versioni diesel vennero affiancate dalla Turbo DS, mossa da un 4 cilindri turbodiesel di 1929cc da 80cv. Dalla gamma vennero tolte le Energy Saving, le 85 S e le versioni a 3 porte "non sportive", mentre la Cabrio 85 S lasciò il posto alla Supercabrio 100 S. Nel 1987, per l'ultimo anno di produzione, gli allestimenti, ulteriormente arricchiti, divennero Team (versioni 60 e D) e Super Team (70 e Turbo DS).

Nel 1988 la Ritmo venne sostituita dalla Tipo.
Il nome però rinasce: la nuova Fiat Bravo, presentata in Italia nel febbraio 2007, sarà venduta in Australia con il nome di Fiat Ritmo.


La Brava in Australia si chiamerà Ritmo

Serie II 1982-1988




Catalogo Fiat Ritmo prima serie 1 Catalogo Fiat Ritmo seconda serie
Catalogo Fiat Ritmo prima serie 2 Catalogo Fiat Ritmo105TC & Abarth 1
Catalogo Fiat Ritmo105TC & Abarth 2


Spot Fiat Ritmo super Spot Fiat Ritmo 105TC






La mia Ritmo 105TC

Con la "Belva nr.2" ho superato il tetto dei 100 cavalli, la mia prima "sportiva"...


Acquistata il 3.9.1983  
      Ritmo105TC
        Immagini della mia 105TC

Modifiche/Optional:
- Ruote in lega, pneumatici 185/60x14, assetto ribassato Koni, Barra duomi ant.
- Impianto stereo con amplificatore e altoparlanti post. Pioneer
- Fendinebbia
- Volante Momo, sedile da corsa avvolgente


Tipo Fiat Ritmo 105TC, 3 porte, nero
Motore & cambio 4 cil. 1574 ccm;  5 rapporti + rm
Potenza 105 cv/77 kW a 6100 giri
Coppia 136 Nm a 3800 giri
Prestazioni velocità max: 178 km/h;  0-100km/h: 9.5 sec.;  0-1000m: 34.1 sec.
Misure lunghezza: 4.014 m   larghezza: 1.663 m   altezza: 1.390 m
Peso 905 kg;  rapporto peso/potenza: 8.61 kg/cv
Ruote 185/60x14   (serie: 165/65x14)