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Con il compito di sostituire la 850, il via per la produzione della mitica 127 avviene nel 1971, ma gia l’anno prima si tolgono i veli al prototipo che comincia a circolare furtivamente e camuffata per Torino e Mirafiori. La stampa se ne innamora, l’ impatto, già dalle foto rubate del tempo, è immediato. Nulla la accosta nelle auto che sta sostituendo, sia nelle forme, che nella tecnica, così come nel confort, curato e ingentilito. La soluzione del tutto avanti non da solo benefici di tenuta e di prestazioni, ma lascia più spazio all’ abitacolo e consente, anche, la nascita del portellone, una rarità in quel tempo, che farà la sua apparizione negli anni a seguire.

Nata dalla matita di un figlio d’ arte A scolpire le forme della innovativa autovettura, una celebrità, nientemeno Pio Manzù, figlio di Giacomo, scultore di rilevantissimo spessore. La linea della 127 è piacevole, gradevole, sconcertante per alcuni, disorientati dalle nuove forme dell’ auto. E’ dotata di un motore tutto pepe, lo storico 903 che sviluppa 47 cavalli . Viene apprezzata per il comportamento su strada, stabile e dalla tenuta sicura, niente a che vedere con le sue antenate. Ma è il confort che colpisce, abituati alla logica dell’ utilitaria scomoda, come da tradizione. Ha prestazioni di tutto rispetto, raggiunge la massima velocità di 140 KM/h e non consuma neanche tantissimo, 6,9 litri per cento chilometri. Ottima la frenata, per la prima volta, su un’ auto di quel segmento, si sperimentano i freni misti, a disco anteriori, a tamburo posteriori, che accorciano gli spazi di arresto, sollecitano meno il dispositivo frenante, tenuto conto del peso della vettura che, rispetto al passato, è aumentato a 700 kg.

La 127 diventa presto la vettura per l’ italiano medio, alla prima versione si affianca, nel 1974, la Special, qualche cavallo in più, un leggero restyling alla carrozzeria e agli interni. Il profondo cambiamento nello stile avverrà, però, nel 1977, quando la concorrenza estera si fa agguerrita, basti pensare alla Renault 5, alla Golf della Wolkswagen e alla Fiesta della Ford. Quell’ anno dai concessionari fa bella mostra la nuova 127, meno utilitaria, più auto per viaggiare, nelle varie versioni Confort, Lusso e Confort Lusso. Aumenta la cilindrata, si abbandona il 903 a favore di un 1.050 da 50 CV, è più accessoriata, potente e confortevole. L’ anno dopo, si consacra il successo della Sport da 70 CV, passata di lì a poco ad un 1.3 col primo cambio a 5 marce per la categoria in Casa Fiat. Il diesel, la versione Rustica, un abbozzo di piccolo fuoristrada, la 147 brasiliana, fanno parte di tutto il percorso che quest’ auto compie durante la sua lunga vita, cessata dopo ben 16 anni di meritati successi, a favore di un’altra pietra miliare della storia della Casa italiana, la UNO, che trainò l’azienda ai vertici della classifica delle vendite, primato che per tanti anni fu detenuto dalla 127, venduta in oltre tre milioni e 600 mila esemplari.


Serie I 1971-1977

Serie II 1977-1981

Serie III 1982-1987



Catalogo Fiat127 serie I
Catalogo Fiat127 serie II
Catalogo Fiat127 Sport






La mia 127

Il mio primo amore a quattro ruote... la mitica e indistruttibile 127. Compagnia di tanti viaggi e tante avventure.
E quanti ricordi di gioventù.....


Acquistata il 29.4.1980 di 2° mano, a 17'500 km(02.79) 
      Fiat127
        Immagini della mia 127


Modifiche/Optional:
- Spoiler post., presa aria cofano motore, carrozzeria in nero opaco fra le luci post. (come - sulla 127 Sport)
- ruote in lega BWA, pneumatici 165/70x13 (necessario allargamento dei passruota)
- impianto stereo con amplificatore e 2x2 altoparlanti Pioneer
- volante da 32, contagiri aggiunto


Tipo Fiat 127 C 1050, 3 porte, Blu met.
Motore & cambio 4 cil. 1049 ccm;  4 rapporti + rm
Potenza 50 cv/36.8 kW a 5600 giri
Coppia 77,4 Nm a 3000 giri
Prestazioni velocità max: 145 km/h;  0-100km/h: 14 sec.;  0-1000m: 38.3 sec.
Misure lunghezza: 3.645 m   larghezza: 1.536 m   altezza: 1.358 m
Peso 730 kg;  rapporto peso/potenza: 14.6 kg/cv
Ruote 135/70x13